Il ritorno di Mary Poppins

2018, Fantastico

Il Ritorno di Mary Poppins: una colonna sonora "stupendosa" per il film Disney

Il ritorno di Mary Poppins: la colonna sonora del film Disney di Marc Shaiman e Scott Wittman sostiene bene le nuove avventure dei Banks e della celebre tata.

Il Ritorno di Mary Poppins aveva il difficile compito di sostenere il confronto con il cult del 1964 e, soprattutto, non far rimpiangere a livello musicale con le composizioni di Richard e Robert Sherman che, in modo intelligente, vengono riprese a livello strumentale in più passaggi dei brani inediti composti da Marc Shaiman in collaborazione con Scott Wittman, autore dei testi.
Al primo ascolto i brani che compongono la colonna sonora del film con protagonista Emily Blunt nel ruolo dell'iconica tata (con una performance che nella nostra recensione de Il ritorno di Mary Poppins definiamo "perfetta") riescono a creare l'impressione di trovarsi nello stesso mondo conosciuto ormai da tante generazioni di spettatori, proponendo il giusto mix di ironia, giochi di parole e in più momenti poesia.

Più di un critico ha definito le canzoni "non memorabili" o in grado di superare la prova del tempo, a differenza di quelle interpretate da Julie Andrews e Dick Van Dyke, eppure ascoltandole più volte si riescono ad apprezzare l'originalità e l'intelligenza con cui è stata costruita la narrazione, sfruttando senza alcun dubbio la grande esperienza in campo di musical di Wittman e l'attenzione per i dettagli di Shaiman, astuto nel creare il legame con l'originale e comunque coraggioso nel proporre sonorità più moderne. Gli stessi protagonisti de Il ritorno di Mary Poppins hanno difeso le nuove canzoni del film dagli attacchi le canzoni originali, sostenendo che non si è cercato di "migliorare" i brani cult e non è difficile capire il motivo di un sostegno così forte nei confronti dei due artisti.

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Canzoni ben equilibrate tra emozioni e citazioni

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Il brano di apertura (Underneath the) Lovely London Sky è stato affidato a Lin-Manuel Miranda, la star di Hamilton, che introduce l'atmosfera all'insegna della speranza e della positività che anima l'intera storia mentre il personaggio di Jack attraversa la città di Londra in bicicletta, declamandone la bellezza. L'invito a guardare in alto e cercare una nuova prospettiva per andare oltre i propri problemi possiede la giusta dose di leggerezza, oltre a introdurre bene il lampionaio che accompagnerà Mary e i piccoli Banks nelle loro avventure, sottolineandone la personalità semplice e schietta. Dopo l'Overture che propone un piccolo assaggio delle tracce strumentali, Ben Whishaw conquista il cuore degli ascoltatori con la straziante A Conversation con cui Michael si rivolge alla moglie Kate, morta prematuramente, e la dolcezza con cui l'attore spiega le difficoltà quotidiane nel gestire i figli da solo e il vuoto lasciato nella sua vita, accompagnato da una partitura semplice quasi in stile ninna nanna, raggiungono immediatamente l'obiettivo oltre a collegarsi a livello tematico con la successiva The Place Where Lost Things Go.

Soundtrack


La copertina di Il ritorno di Mary Poppins
  • Il ritorno di Mary Poppins
  • Data d'uscita: 07 Dicembre 2018
  • Etichetta: Walt Disney

01.
(Underneath the) Lovely London Sky
Lin-Manuel Miranda
02.
Overture
Marc Shaiman
03.
A Conversation
Ben Whishaw
04.
Can You Imagine That?
Emily Blunt, Pixie Davies, Joel Dawson & Nathanael Saleh
05.
The Royal Doulton Music Hall
Blunt, Miranda, Davies, Dawson & Saleh
06.
Introducing Mary Poppins
Miranda & Blunt
07.
A Cover is Not the Book
Blunt, Miranda & Company
08.
The Place Where Lost Things Go
Blunt
09.
Turning Turtle
Meryl Streep, Blunt, Miranda, Davies, Dawson & Saleh
10.
Trip a Little Light Fantastic
Miranda, Blunt, Tarik Frimpong, Davies, Dawson, Saleh & Leeries
11.
The Place Where Lost Things Go (Reprise)
Dawson, Saleh & Davies
12.
Trip a Little Light Fantastic (Reprise)
Dick Van Dyke, Blunt, Miranda, Whishaw, Davies, Dawson & Saleh
13.
Nowhere to Go But Up
Angela Lansbury, Whishaw, Davies, Dawson, Saleh, Miranda, Emily Mortimer, Julie Walters & Company
14.
(Underneath the) Lovely London Sky (Reprise)
Miranda
15.
Theme from Mary Poppins Returns
Marc Shaiman
16.
Kite Takes Off
Miranda
17.
Mary Poppins Arrives
Marc Shaiman
18.
Magic Papers
Marc Shaiman
19.
Banks in the Bank
Marc Shaiman
20.
Into the Royal Doulton Bowl
Marc Shaiman
21.
Rescuing Georgie
Marc Shaiman
22.
Off to Topsy's
Marc Shaiman
23.
Chase Through the Bank
Marc Shaiman
24.
Lost in a Fog
Marc Shaiman
25.
Goodbye Old Friend
Marc Shaiman
26.
Race to Big Ben
Marc Shaiman
27.
End Title Suite
Marc Shaiman

Il primo brano affidato a Emily Blunt è Can You Imagine That, impossibile da non paragonare a Un poco di zucchero, per idea alla base e musicalità, e l'attrice segue in modo impeccabile i cambiamenti di ritmo e l'approccio ironico che contraddistingue l'inno all'immaginazione con cui la tata convince i piccoli a fare il bagno, invitando inoltre a dare spazio alla fantasia in un crescendo orchestrale davvero trascinante.
The Royal Doulton Music Hall si collega al brano precedente per stile e, insieme a Introducing Mary Poppins, appare un semplice raccordo per condurre ad A Cover Is Not The Book, un numero in pieno stile musical che sfrutta in inglese un testo perfettamente in rima per confezionare un'intelligente serie di aneddoti e racconti, ispirati anche ai romanzi scritti da P.L. Travers, che ruotano intorno all'idea di andare oltre l'apparenza. Il brano, inoltre, permette a Miranda di dimostrare le sue capacità nel campo del rap, infondendo un pizzico di modernità alle composizione.

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Meryl Streep, un premio Oscar in versione jazz

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The Place Where The Lost Things Go sfrutta bene la partitura che dà spazio alla leggerezza degli archi e a un testo molto dolce e malinconico dedicato al senso di smarrimento provato quando si è alle prese con un lutto. La breve versione interpretata in un momento successivo da Joel Dawson, Nathanael Selah e Pixie Davies è però una breve parentesi utile alla storia, ma piuttosto irrilevante.
Meryl Streep si deve invece essere divertita molto nel mettersi alla prova con Turning Turtle con un accento dell'Europa dell'est e una sonorità jazz che sembra perfetto per un adattamento teatrale come la seguente Trip a Little Light Fantastic (titolo ispirato a un modo di dire inglese e ben calibrato sulla scelta di giocare con il senso metaforico della luce) che sfrutta nel migliore dei modi l'esperienza di Lin-Manuel Miranda sul palcoscenico per proporre una composizione ideata in modo brillante per creare un'elaborata coreografia e mettere i lampionai al posto degli spazzacamini, confezionando un'esperienza visiva e musicale davvero convincente in sette minuti.

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Angela Lansbury e Dick Van Dyke: due star molto amate per il film Disney

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I fan del cult degli anni Sessanta saranno poi particolarmente felici nell'ascoltare Dick Van Dyke nella breve Reprise di Trip a Little Light Fantastic che riporta sul grande schermo l'interprete di Bert con un cameo divertente e perfettamente in linea con la sua personalità.
Angela Lansbury nella mente degli amanti dei lungometraggi animati Disney rimarrà per sempre legata alla magia del classico La bella e la bestia, ma in Il ritorno di Mary Poppins regala un'altra interpretazione emozionante nella corale Nowwhere to Go But Up che, nonostante sostituisca l'aquilone con i palloncini, accompagna gli spettatori all'epilogo con la giusta dose di positività nonostante ci sia la consapevolezza che gli adulti dimenticheranno la sensazione di leggerezza e allegria dopo nemmeno un giorno, probabilmente travolti dai problemi e dalle preoccupazioni. L'utilizzo di qualche nota della riconoscibilissima Un poco di zucchero proprio sul finale è un omaggio appropriato e quasi doveroso.

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Il lavoro di Shaiman, praticamente perfetto

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La colonna sonora pubblicata dalla Disney contiene anche i brani strumentali composti da Marc Shaiman che permettono di apprezzare con più attenzione il lavoro compiuto dal nominato ai premi Oscar che utilizza più volte la partitura ideata per il tema di Mary Poppins con diversi arrangiamenti per adattarsi all'atmosfera delle varie avventure vissute dai protagonisti, senza dimenticare nemmeno i riferimenti in note a Jack che si fanno strada in più momenti. Alcuni estratti delle composizioni usate nel cult con Julie Andrews sono poi incorporati nei brani per mantenere l'interessante legame con l'originale, anche durante la visita in banca dei piccoli Banks, come accaduto in precedenza al padre.
Tra le tracce più interessanti ci sono Royal Doulton Musica Hall e Rescuing Georgie che accompagnano l'azione con un coinvolgimento quasi totale dell'orchestra che segue gli eventi con l'uso di percussioni e dei continui cambi di ritmo, ricreando a livello uditivo la concitazione delle sequenze presentate sul grande schermo. Shaiman replicherà poi questa attenzione per i dettagli anche in Chase Through the Bank, con un crescendo costruito con archi e ottoni, e Race to Big Ben con il suo ritmo incalzante sottolineato anche dall'uso dei cori e dall'energia trasmessa dalle ripetizioni e dal breve inserimento dei temi di Mary e Jack.
Il diverso stile che contraddistingue la canzone affidata a Meryl Streep nel ruolo della cugina Topsy si rispecchia anche nel brano strumentale che accompagna il percorso prima di incontrarla e l'ascolto si rivela una parentesi estremamente piacevole che testimonia la versatilità di Shaiman, come la successiva Lost in a Fog, più orientata verso un'atmosfera un po' paurosa.
Goodbye Old Friend riprende i temi musicali dei protagonisti con un arrangiamento più lento e malinconico ed End Title Suite accompagna gli spettatori fuori dalla sala con una nuova versione di Nowhere to Go But Up ben unita con i temi della cugina Topsy, la danza dei lampionai, la dolcezza del tema delle "cose perdute", ll'allegria che contraddistingue Mary Poppins e una chiusura a sorpresa dedicata a Supercalifragilistichespiralidoso.

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Un adattamento che perde molti riferimenti e significati

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Shaiman e Wittman hanno creato per Il ritorno di Mary Poppins un'esperienza musicale che sembra già pronta per essere trasportata a teatro, componendo dei brani ben legati tra loro e in grado di narrare una storia in modo mai forzato, apparendo naturali e ben calibrati sulle caratteristiche dei personaggi principali. I testi, inoltre, mantengono lo stile dei fratelli Sherman con un uso intelligente del senso dell'umorismo e delle metafore, usando un linguaggio in più passaggi ricercato e al tempo stesso perfetto per essere memorizzato anche dai più piccoli. Adattare i brani nelle varie lingue non deve essere stato un compito semplice e le difficoltà appaiono evidenti fin dal primo brano che compone la versione italiana della colonna sonora. Giorgio Borghetti interpreta Il Cielo su Di Noi in cui per, giustamente, seguire la metrica e il significato principale si sacrificano quasi tutti i riferimenti alla città di Londra.
Il tentativo di rimanere più fedeli al testo originale, come avviene in Che stupendosa idea si rivela altrettanto poco entusiasmante, non solo per l'idea di coniare il termine "stupendosa": la fluidità della versione originale viene quasi perduta nella canzone italiana che risulta priva di quella orecchiabilità e facilità di memorizzazione che contraddistinguono Can you imagine that. La situazione migliora un po' con l'adattamento di Royal Doulton Musical Hall, anche se L'abito non fa il monaco fa davvero rimpiangere molto il brano in inglese. Serena Rossi, per quanto bravissima a livello vocale, non può ricreare il cambiamento di accento e le sfumature usate in modo ironico che rendono la performance di Blunt nelle canzoni così convincente e Giorgio Borghetti non è all'altezza di Lin-Manuel Miranda alle prese con i ritmi più sostenuti.
Il posto dove si nasconde musicalmente è forse una delle canzoni più riuscite pur perdendo i riferimenti ai romanzi della scrittrice, sostituendo poi un dubbio speranzoso, con la ripetizione di quel forse ricco di significato, in una certezza e l'idea di una madre che continua a osservare i propri figli anche dopo la morte.
Marina Tagliaferri in versione Topsy fa il suo meglio per sostenere Sopra-sotto e, seppur non aiutata dal cambiamento che rende davvero complicato ricreare l'accento scelto da Meryl Streep non avendo a disposizione termini dalle sonorità più "dure", regala uno dei brani più piacevoli della versione tradotta, sfruttando bene anche un testo che soffre meno del passaggio tra le due lingue.
Puoi illuminare il mondo a festa scivola via comunque piacevole, mentre la sonorità di Nowhere to go but up hanno costretto a un adattamento in italiano più libero pur di rispettarne gli accenti musicali e il messaggio, ma è davvero un peccato aver eliminato ogni riferimento al primo film nelle parole pronunciate da Michael, sacrificando le parole dedicate al dare mangiare agli uccelli e far volare un aquilone, mentre la trasformazione del ritornello stravolge un po' il concetto del sollevarsi in aria e poter solamente migliorare la propria situazione con un più banale "fin dove potrà portarmi?" che risulta poco musicale e meno orecchiabile.
Gli inevitabili cambiamenti necessari nella traduzione in più momenti penalizzano realmente la musicalità dei testi e rendono complicato apprezzare l'ottimo lavoro compiuto da Wittman. La colonna sonora italiana mantiene comunque un buon livello, pur suscitando qualche perplessità e rendendo la memorizzazione delle canzoni, uno dei punti di forza del film in inglese, più complicata del previsto.
Canzoni come Il posto dove si nasconde, presente nella versione italiana in due versioni, sembrano comunque destinate a ritagliarsi un posto nel cuore degli spettatori di tutte le età.

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